Un dialogo con gli studenti per dire no a tutte le forme di illegalità. “State lontano dal facile guadagno e dalla droga, una vita così porta soltanto guai”. La giudice Francesca Mariano, sotto scorta da ormai un anno e mezzo per minacce mafiose, ha incontrato gli studenti e le studentesse dell’istituto superiore “Salvatore Trinchese” di Martano (Lecce) affrontando tematiche differenti e rispondendo a tante domande.
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di Francesco Oliva
La centralità del dibattito, un po’ a sorpresa, non si è focalizzata sul clima di intimidazioni e minacce con cui la giudice è costretta a convivere da tempo. Forse per scelta o per rispetto di un periodo di vita della magistrata non semplice, sia la giudice che gli studenti hanno preferito affrontare altre questioni. Con un passaggio comunque doveroso della magistrata che ha lanciato un monito ai giovani “a non farsi ammaliare dai soldi, dalla bella vita e dall’illegalità”.
Il fulcro del dialogo si è soffermato sulla libertà di scegliere e di discernere il bene dal male in modo tale da riuscire a dire no alle tentazioni. Con la solita carica e autorevolezza, la giudice ha invitato gli studenti “a studiare e a non delinquere percorrendo la strada della legalità”. Con una platea di adolescenti davanti, un altro tema dibattuto è stato quello del rispetto dell’altra persona quando si è innamorati. “Ragazzi - le parole della magistrata salentina - l’amore è un sentimento bellissimo. Ma come nasce può anche finire e quando arriva al capolinea non bisogna più inseguirlo”. La giudice ha intrattenuto gli studenti rispolverando uno dei tanti casi giudiziari affrontati in questi anni: la decisione di un uomo di uccidere un individuo scambiato per lo stalker della sua ex.






