Quando a metà degli anni 70, l’imprenditore Giancarlo Tirotti apre a Gabicce, al confine tra le Marche e la Romagna, un locale che avrebbe dovuto portate in Riviera i fasti notturni del grandi club newyorchesi non immaginava che la Baia degli Angeli, così si chiamava la discoteca, sarebbe diventata uno spazio di sperimentazione sonora. Il merito è stato, in particolare di due dj, Daniele Baldelli e Mozart, nome d’arte di Claudio Rispoli, nato ad Ancona, ma sempre residente a Bagnacavallo, scomparso oggi, che, con il suo collega utilizzò per primo il giradischi come fosse uno strumento musicale, creando la tecnica del remix. Chiamato così per la sua formazione e gli studi di pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro, diventa subito un virtuoso della consolle, inventando un suono che era il frutto di un incrocio di fonti molto diverse tra loro, dalla disco music americana al funky, dal soul all’elettronica sino al jazz, la sua vera, grande passione.

Mozart e Baldelli diventano la coppia più richiesta e più amata dai frequentatori dei club, contribuendo, con le loro serate sempre imprevedibili, a far nascere il culto della Baia degli Angeli, meta, ogni fine settimana, di pellegrinaggi di giovanissimi da ogni angolo d’Italia, dove, spesso, a quella all’interno del locale, si affiancava un’altra festa, altrettanto partecipata negli immensi parcheggi, dove chi non era riuscito a entrare ballava sino all’alba con le cassette mixate dai due e suonate nei registratori delle macchine. Dentro, i due utilizzavano dischi introvabili, scovati in America, con le etichette coperte da un adesivo bianco, per non permettere a nessuno di individuare titoli e artisti dei vinili.