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"I vantaggi sono immensi, mai visti nella storia umana, però l’ottanta per cento dell’umanità potrebbe passare i prossimi trent’anni in miseria e rabbia"

Questa mattina mi sveglio con un’idea: intervistare tre intelligenze artificiali sulla bolla dell’intelligenza artificiale, chiedere a tre prodotti delle Big Tech una valutazione sulla febbre dei chip miliardaria che le stesse Big Tech, e gli investitori, e USA e Cina, stanno alimentando. Tant’è che Michael Burry, il famoso imprenditore che scoprì la crisi dei mutui sub-prime del 2007 (sul quale è stato fatto il film The Big Short) sta shortando le aziende dell’AI (non ho ancora capito cosa significhi shortare, di Borsa ne capisco quanto il mio amico economista Nicola Orazzini di danza classica che me lo ha spiegato mille volte, ho capito che comunque significa scommettere che qualcosa crolli). Domanda secca, senza inserirgli bias di compiacimento, anzi spacciandomi per un entusiasta che neppure Gigi Ballarani.