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I sistemi militari basati sull’intelligenza artificiale preoccupano gli esperti. Che avvertono: “C’è il rischio che tale tecnologia sfugga al controllo dell’essere umano”

“Non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma la quarta si farà con pietre e bastoni”. La celebre frase pronunciata da Albert Einstein, preoccupato dalla distruttività delle armi nucleari sviluppate e provate per la prima volta quando era ancora in vita, oggi potrebbe richiedere un importante aggiornamento. Gli sviluppi tecnologici in materia militare e i conflitti scoppiati negli ultimi anni, dall’Ucraina al Medio Oriente, hanno infatti dimostrato che le armi atomiche, e più in generale quelle di distruzione di massa che abbiamo imparato a conoscere nei decenni successivi al 1945, appaiono surclassate in maniera crescente da nuovi strumenti bellici basati sull'intelligenza artificiale e sempre meno controllati dall’essere umano. Così che, se il grande scienziato fosse ancora in vita, si chiederebbe non solo con quali armi potrebbero affrontarsi gli eserciti del domani ma anche chi, tra l’uomo e l’IA dilagante in ogni campo, potrebbe averne il controllo.