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Ultimo aggiornamento: 8:11
Nel maxi scandalo delle tangenti per 100 milioni di dollari che sta terremotando il governo ucraino sono coinvolti 5 tra ministri e viceministri. Gli stessi 5 sono stati protagonisti del rimpasto voluto da Volodymyr Zelensky a luglio, quando già era noto che almeno uno di loro era indagato dall’Ufficio nazionale (Nabu) e dalla Procura specializzata anticorruzione (Sapo). Una riorganizzazione nella quale a subire i maggiori cambiamenti sono stati i ministeri di Energia e Difesa. Quelli più sferzati dall’inchiesta.
L’operazione “Midas” al momento ha acceso i fari su 4 ministri. C’è Herman Haluschenko, titolare della Giustizia, sospeso dall’incarico dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. Medesima sorte ha avuto Svitlana Hrynchuk, fino al 12 novembre responsabile dell’Energia. Ci sono anche Oleksiy Chernyshov, ex titolare dell’Unità nazionale, e Rustem Umerov, ex ministro della Difesa. C’è anche Yuriy Sheyk, ex vice ministro dell’Energia, arrestato martedì in un’inchiesta condotta non da Nabu e Sapo, ma dalla Procura di Kiev. Tutti e 5 sono stati rimossi o “spostati” la scorsa estate, quando il presidente e il suo potentissimo ex capo di gabinetto Andriy Yermak misero mano alla più importante redistribuzione di cariche del mandato.







