PORDENONE - Dalla fiamma olimpica a Cortina alla Libia, Umberto Coassin, 87 anni, racconta e si racconta, con ricordi che affiorano dalla lunga memoria. Mentre la fiaccola raggiunge Roma, per le prossime gare di Milano Cortina 2026, Coassin ricorda come allora 18enne fu scelto per portare la fiamma verso Cortina.
«Ero studente diciottenne a Belluno - inizia così Coassin -. In quegli anni se si voleva studiare bisognava andare via di casa: in collegio dalla quinta elementare, Udine, San Pietro al Natisone, poi l’istituto tecnico come perito industriale a Belluno, sempre in collegio. Lì si faceva sport nelle ore di ginnastica, non c’erano altre grandi possibilità. Qualsiasi sport era il mio, mi piaceva e mi riusciva anche facile, vinsi anche il terzo posto in una gara provinciale di lancio del peso; la corsa però mi riusciva meglio. A Belluno c’era anche una società di atletica, quando riuscivo a uscire dal collegio andavo a correre in pista». Sono proprio le società del territorio che chiedono di essere rappresentate nella staffetta olimpica del 1956, assieme agli storici campioni. Da Roma passaggio aereo fino a Venezia, dove ebbe inizio la corsa, partenza da Venezia e arrivo allo stadio di Cortina sui pattini.











