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Quindi, oggi...: i carabinieri indagati per omicidio stradale,

- Io non sono contrario agli indulti. Nemmeno a quelli “mini”. Ma non so se nel Paese in cui in galera ci restano veramente in pochi di quelli che hanno subito una condanna definitiva sia il caso di aprire le porte delle celle. Mi spiego: abbiamo gli istituti di pena stracolmi di individui sotto indagine o con condanna non definitiva. Ecco, forse sarebbe il caso di mettere ai domiciliari loro e non chi deve finire di scontare una pena passata in giudicato. Ma so di essere in minoranza.

- La cosa incredibile dell’appello degli editori e degli intellettuali contro la partecipazione della casa editrice “Passaggio al Bosco” alla fiera del libro a Roma sapete qual è? Il titolo. Si chiama “Più libri, più liberi”. Eppure la kermesse che chiede “più libri” vuole “meno libri”. Ora, potete dire che l’editore in questione è fascista, brutto e cattivo. A parte che ci sono case editrici che pubblicano ex brigatisti e terroristi rossi, eppure nessuno le mette all’indice. Ma il punto è che il principio di “Più libri, più liberi” vale solo se hai la forza culturale di accettare qualsiasi prodotto. Anche il più odioso. Perché è solo il confronto, lo scontro, il dibattito che ci rende “più liberi”. Non la censura. Ma vallo a spiegare agli Scurati e ai Barbero che per “più libri”, evidentemente, intendono solo i loro.