Alberto Busetto, Ceo&General Manager Generali jeniot

Mandare un messaggio mentre si è al volante significa procedere per oltre 220 metri senza guardare la strada, una distanza che in città equivale a quasi due isolati percorsi senza alcun controllo sull’ambiente circostante. È il dato, decisamente impressionante, emerso dal nuovo report realizzato da Generali jeniot insieme ad Automotive Safety Center GuidaSicura Quattroruote, presentato al Centro Tecnologico di Pero. L’analisi, condotta tramite un test sperimentale in pista, fotografa con precisione quanto anche le interazioni più comuni con lo smartphone modifichino – e spesso compromettano in modo significativo – la qualità della guida in contesti urbani reali, dove traffico, pedoni e imprevisti richiedono reazioni rapide e livelli di attenzione costanti. Il circuito utilizzato, appositamente allestito per riprodurre fedelmente traffico, imprevisti e velocità tipiche dei tratti urbani tra i 40 e i 50 km/h, ha permesso di monitorare in modo scientifico il comportamento dei guidatori durante tre attività tra le più diffuse: la scrittura di messaggi, l’impostazione del navigatore e le telefonate. I risultati mostrano un quadro particolarmente allarmante. La digitazione di un testo comporta una distrazione visiva del 59% del tempo: ciò significa che, per più della metà dell’intero percorso, lo sguardo del conducente non è rivolto alla strada ma allo schermo del telefono. In termini pratici, questo corrisponde a oltre 220 metri percorsi senza alcun controllo visivo, una condizione paragonabile a guidare bendati. Anche l’impostazione del navigatore non risulta meno pericolosa: la distrazione arriva al 56% del tempo, pari a circa 173 metri «al buio», spesso accompagnati dal mancato riconoscimento di pedoni, segnali o ostacoli improvvisi. Infine, anche la semplice telefonata – percepita da molti come innocua – provoca comunque un distacco visivo del 5,7% e incide sensibilmente sul comportamento di guida per via del carico cognitivo aggiuntivo, che riduce lucidità e tempi di reazione. Per rendere oggettivo e confrontabile il livello di attenzione, Generali jeniot ha sviluppato un Distraction Score, un indice da 0 a 100 che combina dati di tracciamento oculare, dinamiche del veicolo e performance del conducente. In condizioni normali il punteggio medio è pari a 6; sale a 25 durante una telefonata e raggiunge valori compresi tra 43 e 45 quando si scrivono messaggi o si imposta un percorso sul navigatore. Numeri che mostrano, con immediatezza, quanto anche attività considerate innocue o di breve durata possano trasformarsi in comportamenti ad alto rischio. Dalla misurazione alla consapevolezza il passo è stato rapido e mirato. Generali jeniot ha infatti realizzato un nuovo simulatore di guida che traduce i dati in un’esperienza diretta, immersiva e fortemente formativa. La postazione, paragonabile per tecnologia e realismo ai simulatori professionali utilizzati nelle autoscuole, permette di affrontare un percorso urbano fedele al reale, scegliendo tra cambio manuale o automatico. Dopo una prima fase di guida ordinaria, il sistema inizia a inviare sullo smartphone collegato messaggi e chiamate simili a quelle quotidiane, obbligando il conducente a gestire distrazioni autentiche. È proprio in quei secondi di attenzione parziale che compaiono imprevisti: un pedone che attraversa, un semaforo che cambia repentinamente, un ostacolo che appare sulla carreggiata. La reazione, spesso, non è sufficiente e si verifica un incidente virtuale. L’effetto è immediato e di forte impatto: chi prova il simulatore sviluppa una consapevolezza concreta di quanto sia sottile il confine tra sicurezza e rischio e di quanto un singolo attimo sia sufficiente a mettere in pericolo sé e gli altri utenti della strada. «Con questo progetto vogliamo elevare il livello di servizio, trasformando ricerca e sperimentazione in strumenti concreti al servizio della sicurezza delle persone» ha dichiarato Alberto Busetto, ceo & GM di Generali jeniot. «Lo studio e il simulatore di guida rendono tangibili le conseguenze della distrazione da smartphone, sensibilizzando in modo diretto sull’importanza di comportamenti responsabili al volante. È questa la direzione che guida quotidianamente il nostro impegno: usare l’innovazione per creare consapevolezza, prevenzione e protezione, rafforzando il ruolo di Generali jeniot come punto di riferimento nella mobilità connessa, sostenibile e responsabile». Mobilità responsabile, ogni scelta al volante fa la differenza Verso una guida più sicura grazie a educazione e soluzioni digitali Da sinistra: R. Acquaviva, B. Lucini, T. Ceccon, C. Rustignoli, A. Busetto e J. Linke La mobilità contemporanea è fatta di scelte continue: il percorso da seguire, la velocità, l’attenzione al traffico, l’uso dello smartphone. Ogni decisione, anche la più piccola, incide sulla sicurezza. In un contesto in cui le città sono sempre più dense, le distrazioni aumentano e la tecnologia accompagna ogni momento della giornata, parlare di mobilità responsabile significa mettere al centro il comportamento del conducente e la sua capacità di gestire in modo consapevole i rischi della strada. Il tema è più attuale che mai. Secondo le principali ricerche europee, la distrazione è oggi tra le prime cause di incidentalità urbana, spesso superiore alla velocità e alla mancata precedenza. L’uso dello smartphone ha amplificato questo fenomeno, creando situazioni in cui pochi secondi di disattenzione possono diventare critici. Guardare un messaggio, rispondere a una chiamata, impostare il navigatore: attività percepite come ordinarie che, in realtà, richiedono carico visivo e cognitivo elevato. In questo scenario la tecnologia può diventare un alleato, non un ostacolo. I sistemi di assistenza alla guida, i dispositivi connessi e le piattaforme digitali permettono di monitorare stili di guida, prevenire comportamenti rischiosi e offrire feedback immediati agli utenti. La mobilità responsabile passa anche da qui: dall’uso intelligente dell’innovazione, non per sostituire l’attenzione del guidatore, ma per rafforzarla. È questa la visione alla base delle iniziative più recenti di Generali jeniot, che pone al centro del proprio lavoro il valore educativo dell’innovazione. Attraverso servizi IoT e soluzioni di connected insurance, la società del Gruppo Generali promuove una mobilità più sicura, sostenibile e consapevole. Un impegno che oggi si traduce anche nello studio dedicato alla distrazione da smartphone alla guida, sviluppato insieme a partner tecnici e presentato presso il Centro Tecnologico di Pero. Il report mette in luce, con dati oggettivi, quanto le interazioni più comuni con il telefono alterino il comportamento del conducente e riducano la capacità di risposta agli imprevisti. Informazioni che non restano sulla carta: diventano la base di nuovi strumenti di sensibilizzazione, come il simulatore di guida pensato per far sperimentare in prima persona i rischi legati all’uso del telefono al volante. Lo studio rappresenta inoltre una base strategica per lo sviluppo di nuove soluzioni digitali anti-distrazione dedicate ai clienti, concepite per prevenire i rischi prima che si manifestino. Il progetto si inserisce anche nella nuova iniziativa di sensibilizzazione «Chilometri di Scelte», un percorso narrativo e progettuale che mette al centro il valore delle decisioni quotidiane e per comprendere come queste influenzino la sicurezza personale e collettiva, attraverso incontri, testimonianze, esperienze immersive e tecnologie avanzate per la sicurezza stradale.