"È una fase in cui bisogna misurare molto bene le parole" evitando "quello che può far surriscaldare gli animi. L'ammiraglio Cavo Dragone stava parlando di cybersicurezza". A dirlo la premier Giorgia Meloni in un punto stampa alla fine della missione in Bahrein, facendo riferimento all’intervista al Financial Times del presidente del comitato militare dell’Alleanza atlantica.
Meloni prosegue: “Io l'ho letta così: la Nato è un'organizzazione difensiva, oltre a difenderci dobbiamo fare anche meglio prevenzione. Attenzione anche a come si leggono parole che bisogna anche essere molto attenti a pronunciare".
La presidente del Consiglio risponde anche indirettamente al vicepremier Matteo Salvini riguardo all’invio degli aiuti a Kiev: "Chiaramente noi lavoriamo per la pace ma finché ci sarà una guerra faremo quello che possiamo fare, come abbiamo sempre fatto, per aiutare l'Ucraina a difendersi". E aggiunge: "Il decreto entro la fine dell'anno viene fatto in ogni caso perché serve. Non vuol dire lavorare contro la pace. Vuol dire che finché c'è una guerra aiuteremo l'Ucraina a potersi difendere da un aggressore. C'è più di un Consiglio dei ministri che lo consente e quindi cerchiamo sempre di spalmare i provvedimenti del consiglio dei Ministri in maniera tale da lavorare su quello che è più urgente. È una questione logistica".










