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Una trentina di attivisti si sono incatenati davanti all'ingresso dell'Oval Lingotto. Il senatore Ambrogio: "Slogan qualunquisti non cambiano sostanza delle sfide globali"

Tensione questa mattina a Torino, dove gli attivisti di Extinction Rebellion si sono incatenati davanti all'ingresso dell'Oval Lingotto, bloccando l'accesso all'Aerospace and Defence Meeting, la grande rassegna dell'industria dell'aerospazio e delle difesa. Gli ecovandali che hanno preso parte alla protesta erano circa una trentina, mentre altri si sono arrampicati su una struttura del vicino grattacielo della Regione Piemonte, dove hanno appeso uno striscione con scritto "Qui si finanziano guerra e crisi climatica"

"Difendere la Terra, non i confini", lo slogan con cui il movimento green ha denunciato "il coinvolgimento di aziende come Leonardo, Thales, Avio nei conflitti globali. E stigmatizzale profonde responsabilità del governo e della Regione nel sostenere un settore che causa vittime e accelera il collasso climatico". "Blocchiamo nuovamente la più importante fiera italiana del settore bellico, dove vengono strette partnership e firmati accordi tra molte delle aziende i cui investimenti e profitti portano a perdita di vite umane e distruzione dei territori", ha commentato un attivista, Pietro. "Un evento immorale, sostenuto dal Governo, dalla Regione e dal Comune di Torino, in aperto contrasto con i nostri stessi valori costituzionali". "Viviamo un momento cruciale "Le scelte che facciamo oggi determineranno la vita delle prossime generazioni. È ora di smettere di investire nella militarizzazione e nella devastazione della Terra e iniziare a costruire un futuro di pace, giustizia climatica e giustizia sociale", ha aggiunto un'altra giovane, Rachele. Sul posto erano presenti gli agenti della Digos e della questura di Torino. I lavori all'interno dell'Oval sono continuati regolarmente.