ROVIGO - Era uno di quegli uomini che nei cantieri ci vivono davvero, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Col caldo d'estate e il gelo d'inverno. Sempre presente, sempre affidabile, sempre pronto a fare un passo in più per aiutare. Così colleghi e amici ricordano Nazario Pontellato, l'operaio morto ieri lungo la Valdastico. Un lavoratore esperto, abituato a muoversi in strada, con una vita costruita attorno a due punti fermi: il lavoro e la musica.
Era nato a Casale Monferrato, da una famiglia originaria di Cavarzere, "sangue veneto", come raccontano i conoscenti. In Polesine era arrivato per motivi professionali e qui aveva costruito il suo equilibrio. Da anni abitava a Villamarzana, in via Bassa Cimitero, in una casa semplice, condivisa con la compagna Linda. Una convivenza solida, fatta di routine e sostegno reciproco. Non avevano figli, ma quella casa era il loro punto fermo, con il loro cagnolino.
Nella Est Cantieri, con sede a Lendinara, era considerato una presenza esperta, uno che sapeva cosa fare anche nelle situazioni più delicate. Conosceva i cantieri stradali e i loro rischi, sapeva leggere il traffico, muoversi, coordinarsi. Era, come raccontano i colleghi, uno che non si tirava indietro.







