Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Vito Mezzalira, di 66 anni, ex dipendente di Poste italiane, scomparso nell'estate 2019: sono suoi i resti rinvenuti, a inizio mese, nel giardino della sua casa a Sdraussina, frazione di Sagrado (Gorizia), dove viveva una volta andato in pensione. Lo scrive Il Piccolo. La corrispondenza è stata stabilita dalle impronte di denti e mandibola. Sarà, però, l'autopsia, il cui incarico sarà conferito il 16 dicembre, a ufficializzare l'identità. L'esame autoptico sarà effettuato, per conto della Procura, dal direttore della Medicina legale dell'Università di Trieste, Stefano D'Errico, e da Manuel Gianvalerio Belgrano, direttore della Struttura complessa di Radiologia dell'Azienda sanitaria giuliano isontina di Trieste.
Il mistero del postino di Gorizia: i resti trovati in giardino e i sospetti sulla compagna
Le indagini
Alla scoperta del cadavere si era giunti analizzando le immagini satellitari di Google Earth che avevano rivelato l'esistenza, nel 2019, di un pozzo, successivamente sigillato con il cemento, nel giardino della villetta dell’ex postino, a Sagrado (Gorizia) e, grazie al fiuto infallibile di un pastore belga.
Nella villetta Mezzalira aveva investito i suoi risparmi, sognando una vecchiaia tranquilla dopo una vita trascorsa a distribuire posta tra le vie di Trieste. Dopo i primi accertamenti, la Procura ha disposto l’uso del georadar e, incrociando le rilevazioni con le immagini storiche di Google Earth, gli inquirenti hanno notato un’anomalia: il pozzo nel giardino risultava, fino a un certo anno, libero, poi improvvisamente coperto e cementato. È stato il dettaglio decisivo. Il cane Klaus ha poi segnalato proprio quel punto, consentendo agli uomini del Reparto operativo dei carabinieri e ai vigili del fuoco di arrivare al sacco nero nascosto sotto metri di terra.






