«Ho cercato di essere il più aderente possibile al testo, non mi sono preso libertà di alcun genere. Ho solo dovuto tagliare molti dialoghi». Milo Manara parla del suo ultimo lavoro, appena pubblicato da Oblomov Edizioni, il secondo volume del Nome della rosa in versione graphic novel. Un traguardo celebrato anche con una mostra al Volvo Studio di Milano, con le tavole originali del maestro, che ha compiuto il 12 settembre scorso 80 anni, a 45 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Umberto Eco.

Il suo Guglielmo da Baskerville assomiglia molto a Marlon Brando, lo sa?

«Sì, mi sono ispirato a lui per resistere all'immaginario collettivo che ormai vede Sean Connery in quel ruolo. Tra l'altro, il protagonista del libro ha esattamente la stessa età che aveva Brando quando girò Ultimo tango a Parigi».

Anche altri personaggi sembrano avere facce note. Christopher Lambert?

«Mi ispiro sempre alle facce che mi vengono in mente. Anche in questo caso ci sono personaggi celebri, ma preferisco che sia il lettore a individuarli».