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Il provvedimento non sarà al Consiglio dei ministri di domani. La Lega frena e attacca Bruxelles per lo scandalo appalti
da Roma
Nella maggioranza minimizzano tutti. E ripetono come un mantra che si tratta solo di un "semplice slittamento". Quel che è certo è che non arriverà di qui a pochi giorni il via libera al decreto armi per l'Ucraina, che nell'arco di una mattinata entra e poi esce dall'ordine del giorno del pre-Consiglio dei ministri in programma oggi pomeriggio alle 16, l'incontro tecnico dei capi di gabinetto e capi legislativi dei ministeri che precede le riunione del governo. Nella convocazione inviata ieri mattina alle 8.45 a tutti i ministeri, infatti, tra i diciotto provvedimenti da esaminare era presente anche il decreto contenente "disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina", decreto che va approvato entro il 31 dicembre e che però sparisce dalla successiva convocazione inviata ai dicasteri intorno alle 15.30. Insomma, il Consiglio dei ministri in programma domani alle 17 non se ne occuperà.






