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Il ricorso alla Corte dei Conti per presunte irregolarità copia la strategia usata contro il Ponte sullo Stretto: dall'opposizione albanese all'ANAC, l'obiettivo è paralizzare il piano migratorio del Governo
I centri in Albania sono di nuovo sotto attacco e stavolta e la Ong Action Aid, che ha depositato un esposto di 60 pagine alla Corte dei Conti (Procura regionale del Lazio). Il cardine dell'accusa principale è lo spreco di risorse pubbliche nell'operazione di trasferimento dei migranti in Albania. La richiesta della Ong alla Corte dei Conti è quella di valutare i dati forniti da ActionAid, citando il progetto "Trattenuti", per decidere se esercitare l'azione erariale. Questa azione mira a contestare un danno al bilancio dello Stato dovuto a negligenza, dolo o, in questo caso, presunte irregolarità nelle spese.
Ancora una volta i centri in Albania sono al centro delle polemiche con un tentativo di boicottaggio che prefissa di essere quello finale. L'ennesimo atto di una guerra iniziata non appena i centri sono stati annunciati, che viene combattuta in una sorta di "tutti contro uno", con la sinistra di ogni tipo che prova ad agire per mettere il punto finale, soprattutto il vista dell'entrata in vigore del nuovo patto europeo con il quale i centri diventeranno pienamente operativi. Il tentativo, come fa notare il Secolo d'Italia, è quello di tentare un assalto come quello lanciato contro il ponte sullo Stretto di Messina, per il quale la Corte dei conti ha dato parere negativo.







