Se la pace giusta è l’appianamento di tutte le divergenze che hanno scatenato una guerra e la rinascita di equilibri e serenità tra nazioni e popoli, sulla base dell’assunzione della responsabilità politica dello scoppio di un conflitto, allora semplicemente non esiste. Quindi un cambio di fraseologia o di frasi fatte, nel nome della Realpolitik che invece esiste eccome, è necessario almeno nel Vecchio continente che la diplomazia l’ha creata e regolata illudendosi di neutralizzare il ricorso alla forza con feluche, pergamene e penne d’oca.

Pensare che un galantuomo e sincero democratico come Vladimir Putin prima di firmare il trattato con l’Ucraina possa proclamare al mondo che la colpa di quel macello che arricchirà la Russia di territori e preziosissime risorse è sicuramente sua, allora il problema comunicato dall’Apollo 13 a Houston al confronto era una barzelletta da buontemponi. Pensare che Volodymyr Zelensky possa stringere la mano alla delegazione russa e poi affermare che, beh, insomma, comunque, qualche motivo Mosca ce l’aveva e che Kiev non aveva solo ragione e che combatteva per sé, mica per la democrazia e per l’Europa dalla quale voleva rubinetti sempre aperti ai rifornimenti militari, allora siamo davvero nella fantascienza inzuppata nella fantapolitica.