Roma, 2 dic. (askanews) – L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) ha lanciato oggi l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (IYRP 2026), una campagna globale per sensibilizzare e valorizzare il contributo vitale dei pascoli e dei pastori ai sistemi agroalimentari sostenibili, alla conservazione della biodiversità e alla resilienza climatica.
I pascoli coprono circa la metà della superficie terrestre, in ecosistemi come praterie, savane e arbusteti, deserti, zone umide o zone montuose. Le steppe dell’Asia centrale, la savana africana, le Alpi e i Pirenei in Europa, le Ande in Sud America e le Grandi Pianure degli Stati Uniti sono tutti esempi di questi paesaggi. Preservano una fauna e una flora uniche e forniscono servizi essenziali, tra cui lo stoccaggio del carbonio e la regolazione delle risorse idriche. Sostengono i mezzi di sussistenza, l’alimentazione e le identità culturali di milioni di pastori e sono plasmati dagli spostamenti di persone e animali. Gestiscono circa 1 miliardo di animali in tutto il mondo, da pecore e capre a bovini, camelidi, yak, cavalli, renne e bufali.
Tuttavia, questi ecosistemi sono sottoposti a una pressione crescente a causa di siccità, inondazioni e altri impatti climatici, degrado del suolo, malattie animali e usi del suolo concorrenti, che limitano la mobilità dei pastori e minacciano il loro stile di vita. Ad esempio, mentre i pascoli rappresentano circa il 30% delle riserve globali di carbonio organico nel suolo, si stima che circa la metà di essi sia degradata.






