I recenti rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi sottolineano come il rafforzamento del mercato unico europeo sia vitale per rilanciare produttività e competitività del continente. Entrambi i documenti convergono su un messaggio chiave: il potenziale di crescita dell’Europa dipende in modo cruciale dalla rimozione delle barriere interne e dalla possibilità per le imprese di operare senza frizioni oltreconfine.
I dati confermano questa impostazione. Alcune stime mostrano che le barriere agli scambi all’interno dell’Unione equivalgono a un costo “ad valorem” del 44 per cento per i beni manifatturieri e del 110 per cento per i servizi. Anche se questi numeri sono stati criticati, restano indicativi di un più ampio problema di eccesso regolatorio nell’Ue.
In un recente intervento, il ministro spagnolo dell’Economia, del Commercio e delle Imprese, Carlo Cuerpo, ha sostenuto che la digitalizzazione può giocare un ruolo centrale nello sforzo di rimuovere barriere e migliorare l’integrazione del mercato europeo.
In particolare, un profilo digitale per le imprese europee, inserito in un “single digital gateway”, ridurrebbe gli attriti regolatori e gli oneri amministrativi, consentendo alle aziende di interagire con autorità pubbliche e partner in qualsiasi Stato membro.







