L’ipotesi si è fatta strada qualche anno fa: che la dieta chetogenica, basata sulla drastica riduzione dei carboidrati, possa essere un utile alleato dei farmaci in alcuni disturbi mentali, come quello bipolare e la depressione. Sono stati condotti diversi piccoli studi clinici i cui risultati sembrano promettenti, e ora un gruppo di ricercatori canadesi ha tirato le prime somme, pubblicando su Jama Psychiatry una meta-analisi che fa il punto su quanto emerso. La risultante è una timida ma interessante conferma: la dieta chetogenica potrebbe portare a miglioramenti lievi o moderati dei sintomi depressivi. Nessun effetto sembra invece esserci sugli stati ansiosi.
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DI IRMA D'ARIA
La meta-analisi
La meta-analisi ha preso in considerazione i dati di 50 studi (per un totale di quasi 48 mila pazienti) che hanno valutato gli effetti di diete in cui l’energia giornaliera proveniente da carboidrati era inferiore al 26% (ossia meno di 50 grammi di questi nutrienti).






