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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:55
Una donna di 63 anni è la prima paziente in Italia a essere sottoposta a un trattamento sperimentale con psilocibina nell’ambito di uno studio clinico sulla depressione resistente. La somministrazione è avvenuta presso la Clinica psichiatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, all’interno di una sperimentazione coordinata dall’équipe guidata da Giovanni Martinotti, direttore dell’Unità operativa e professore ordinario all’Università “Gabriele d’Annunzio”. La “medicina psichedelica” è alla base da alcuni anni diversi studi negli Usa. Per esempio l’uso di funghi e Lds per la schizofrenia. O l’ecstasy per il disturbo post traumatico.
La psilocibina è un composto allucinogeno naturale presente in diversi funghi. La paziente – come informa l’Associazione Coscioni – ha assunto una compressa contenente il principio attivo dei cosiddetti funghi psichedelici, la psilocibina, sostanza attualmente oggetto di crescente interesse scientifico per il potenziale impiego nel trattamento dei disturbi dell’umore. La procedura si è svolta senza criticità cliniche rilevanti e, come previsto dal protocollo sperimentale, la donna è ora sottoposta a un periodo di osservazione clinica.







