Roma, 2 dic. (askanews) – “Le infiltrazioni mafiose nei Comuni costituiscono un risvolto oscuro e inquietante della realtà dei territori italiani. Il coinvolgimento di Enti anche di grandi dimensioni, dove sempre più spesso si presenta la necessità di porre fine all’amministrazione eletta per avviare una fase di commissariamento, rappresenta un caso limite, il segnale di un fallimento, il sintomo di un pericoloso radicamento del crimine organizzato, un indizio evidente che la mafia è entrata nelle istituzioni”. Così scrive il presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, nella prefazione di ‘Il male in Comune è un dossier curato da Avviso Pubblico che analizza il fenomeno dei Comuni sciolti per infltrazioni mafose, mettendo in luce dati, dinamiche e conseguenze sul piano amministrativo, sociale ed economico.

“Il danno è tanto più notevole in quanto ad essere inquinato è il volto delle istituzioni più vicino al cittadino, il livello cui compete la gestione di servizi essenziali per la vita quotidiana delle comunità. Urge quindi individuare soluzioni nuove”, continua Busìa. “Il presente dossier, come i precedenti realizzati dall’Associazione Avviso Pubblico, con la quale l’Autorità nazionale anticorruzione ha recentemente stipulato un protocollo di intesa, a coronamento di una lunga collaborazione e condivisione di obiettivi, ha l’importante merito di far emergere il disordine amministrativo che caratterizza molti degli Enti disciolti e che si manifesta, fra l’altro, come mancata approvazione di regolamenti nei settori strategici, ricorso alla somma urgenza in assenza dei presupposti, affidamenti diretti di contratti pubblici in favore di soggetti privi dei necessari requisiti, inadeguatezza del sistema dei controlli e, in generale, inosservanza delle normative in materia di anticorruzione e trasparenza”. Così il presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, nella prefazione del documento presentato oggi nella sede della Fnsi.