Ultimamente quando si parla di intelligenza artificiale, ci si riferisce alle preoccupazioni per una bolla che potrebbe scoppiare a Wall Street trascinando con sé tutte le aziende e il sistema che vi avevano lautamente investito. Molte sono le implicazioni di questa grande rivoluzione tecnologica, non da ultimo le ineguaglianze che può creare, sostiene adesso un report Onu focalizzato sull’Asia-Pacifico ma che «può essere letto in prospettiva globale»: si intitola The Next Great Divergence - Why AI may widen inequality between countries e si interroga sulle possibilità e le criticità dell’Intelligenza artificiale in un continente vasto, popoloso, vario e, neanche a dirlo, ineguale con un marcato gender divide, le grosse differenze tra uomini e donne.
L’analisi prende in considerazione le realtà dei più piccoli stati insulari del Pacifico e delle remote comunità montane, nonché di alcune delle megalopoli più sofisticate del mondo, da Delhi a Shanghai, da Tokyo a Seul. Il Rapporto si concentra principalmente sulle numerose differenze tra i Paesi. E, allo stesso tempo, tiene conto delle forti disuguaglianze nelle risorse e nelle capacità digitali all’interno dei Paesi – tra aree urbane e rurali, ricchi e poveri, gruppi dominanti e più vulnerabili, ognuno in fasi molto diverse del proprio percorso digitale.









