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Ultimo aggiornamento: 7:59

Il volto più riconoscibile della nuova generazione del basket italiano è alto 2.20 metri, tira (e segna) da tre punti e ha solo 18 anni. “Ho iniziato a giocare grazie a un canestrino che mio padre aveva appeso in giardino”. Oggi Luigi Suigo è il centro del futuro dell’Italbasket. Lanciato per la prima volta in nazionale maggiore dal ct Luca Banchi durante le qualificazioni ai Mondiali 2027, contro la Lituania “SuiGOAT” – uno dei tanti soprannomi che gli è stato appiccicato – ha lasciato il segno con una tripla dall’angolo. Il primo marchio in una partita ufficiale per un giocatore che in Italia, forse, non abbiamo mai visto. Atipico per il modo di giocare (data la sua altezza), ma efficace e costante. Cresciuto tra Sportland Tradate, Varese Academy e Olimpia Milano, la sfida di Suigo si è spostata in Serbia. Con il Mega Basket Belgrado arrivano minuti, punti e le prime vere responsabilità.

Dopo aver preso il posto di Pozzecco, il ct Banchi ha detto: “Sono a caccia del mio unicorno, alla ricerca di qualcosa di quasi mitologico. La pallacanestro, anche in Italia, è stata capace improvvisamente di trovare risorse che nessuno immaginava”. Ma cosa significa realmente “unicorno” nel mondo del basket? Coniato dal cestista NBA Kevin Durant per descrivere le qualità e le abilità dell’avversario Kristaps Porzingis, oggi è il termine – abusato – con cui si identifica un giocatore molto alto che ha in molti casi la tecnica di una guardia e si muove quasi come una guardia, non con la stessa velocità ma con la stessa fluidità. Ecco, in Luigi Suigo l’Italia vede il suo prossimo unicorno.