PONTE DI PIAVE - Dino Cappellotto, conosciuto come Tano, è morto a 79 anni per una broncopolmonite aggravata dalle rigide condizioni della sua abitazione. L'uomo è deceduto all'ospedale di Oderzo, dove era stato ricoverato il giorno precedente in gravi condizioni. Cappellotto viveva con il fratello Luigi in una vecchia casa rurale di via San Romano, a Negrisia, mai ristrutturata e priva di riscaldamento.
Gli unici tentativi di scaldare l'abitazione erano affidati a due vecchie stufette elettriche; la porta d'ingresso era scardinata e alcune finestre avevano i vetri rotti, lasciando penetrare il freddo. Dieci giorni fa l'impianto elettrico aveva ceduto completamente.
In queste condizioni Dino avrebbe contratto la broncopolmonite che gli è risultata fatale. Nonostante lo stato dell'abitazione, i due fratelli non vivevano in miseria: la famiglia possiede un podere agricolo affittato a terzi, da cui ricavavano un reddito stabile. La loro era però una scelta di vita estremamente riservata, che aveva reso difficile accorgersi in tempo del peggioramento delle condizioni di salute di Dino.
I servizi sociali comunali seguivano già da tempo la situazione, rispettando la volontà dei due uomini di mantenere autonomia e discrezione. Non appena si sono manifestati segnali di criticità, è stato richiesto l'intervento sanitario. La sindaca Paola Roma: «Porto le mie condoglianze e della comunità per la scomparsa di Dino Cappellotto, ci dispiace davvero molto, lui e il fratello avevano scelto una vita riservata ed erano seguiti dai nostri servizi sociali».







