PADOVA - Gli amici e i colleghi lo chiamavano “Archimede”, per quella sua geniale capacità di proporre sempre e comunque una soluzione con il sorriso. Questa volta, però, non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi i traumi provocati da una caduta dalla scala in un’azienda di via Vigonovese. Questa mattina (2 agosto) la comunità di Camin darà l’ultimo saluto a Romeo Cappello, 62 anni, ennesima vittima di un incidente sul lavoro nel Padovano. La tragedia risale a martedì 22 luglio e l’uomo è morto due giorni dopo in ospedale, ma la notizia emerge solamente ora, mentre la famiglia si appresta a celebrare il funerale. Il personale dello Spisal, intanto, è al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Un lavoro di verifica richiesto purtroppo troppo spesso, come raccontano le cronache degli ultimi anni.
Cappello, padovano originario proprio di Camin, aveva iniziato a lavorare da giovane come elettricista e poi negli anni aveva conseguito varie specializzazioni diventando soprattutto un tecnico esperto di norme antincendio. Era titolare della Rc Impianti di Padova. Nel primo pomeriggio del 22 luglio stava lavorando in un’azienda quando, secondo quanto raccontato da chi era presente, è caduto all’improvviso da una scala perdendo conoscenza. Immediato l’allarme al 118 e il trasporto all’ospedale di via Giustiniani: Cappello, arrivato in codice rosso, è stato trasferito dal pronto soccorso alla Rianimazione centrale diretta dal dottor Ivo Tiberio. Qui ha resistito il più possibile ma nella mattinata di giovedì 24 luglio è stato decretato il decesso. Troppo gravi i traumi riportati alla testa. L’Azienda ospedaliera ha avviato la procedura per la donazione degli organi, come aveva espressamente richiesto alcuni anni fa lo stesso Romeo. Lo Spisal dell’Ulss Euganea si è messo al lavoro per capire esattamente cosa sia accaduto e se tutte le condizioni di sicurezza fossero rispettate. Sarà un avvocato di fiducia, Stefano Tigani del Foro di Venezia, a seguire i passi legali di rito.







