Si sono sentiti fino all’ultimo minuto, prima della partenza di Steve Witkoff per la Russia. Rustem Umerov, il nuovo capo negoziatore ucraino che aveva trascorso il weekend ad Hallandale Beach, presso Miami, a confrontarsi con l’inviato di Donald Trump ma anche con il segretario di Stato Marco Rubio e con il genero del presidente americano, Jared Kushner, ha incontrato ieri ancora una volta Witkoff e poi con lui si è collegato con Parigi, dove Emmanuel Macron aveva ricevuto all’Eliseo il presidente Volodymyr Zelensky. Una mobilitazione diplomatica con l’obiettivo di coordinare il più possibile le posizioni di americani, europei e ucraini: e tentando di sensibilizzare Witkoff sul punto di vista di Kiev per il momento in cui, oggi pomeriggio, l’inviato di Trump sarà ricevuto al Cremlino.

Con lui Vladimir Putin intende esaminare il “piano di pace Trump” nato con l’influenza di Mosca ma rivisto dai negoziatori ucraini. E rimasto in sospeso su due punti cruciali, che Zelensky avrebbe voluto affrontare direttamente con Trump: le pretese territoriali russe, con la definizione di un futuro confine; e il tipo di protezione che la Nato potrebbe offrire all’Ucraina al termine della guerra. Ed è su questi due punti, in particolare sulla “linea di controllo”, che secondo due fonti ucraine citate da Axios si sono concentrati gli sforzi dei negoziatori in questi ultimi giorni.