SELVAZZANO DENTRO (PADOVA) - Se n'è andato uno dei pionieri della pallavolo padovana. All'età di 93 anni si è spento Fulvio Barbiero, il palleggiatore di quella squadra dei vigili del fuoco che nel 1953 iniziò la storia del volley patavino, quella squadra da cui, qualche anno dopo, nacque il Petrarca Pallavolo.

In quella formazione, denominata Pagnin Vigili del Fuoco, giocava anche Nereo Baliello, una delle colonne del Petrarca degli anni successivi, prima come giocatore, poi come allenatore e poi come direttore sportivo. Con loro i vari Rossi, Chiodin, Lissandron, Trento, Luise, Gramignan, Benetello, Selmin e il maresciallo Bruno Roselli, "capo" di quel gruppo. Si narra che la storia di questa società sia nata proprio dal fatto che Roselli incaricò Baliello di sistemare il campo da gioco da pallavolo di Prato della Valle. Da quel momento "Morgan" (come veniva soprannominato Baliello in onore dell'inventore del volley) si innamorò di questo sport e trascinò i colleghi in questa avventura. Storica e indimenticabile la prima partita di quella squadra che si giocò a Brusegana, in notturna, in un campo di terra.

Barbiero era soprannominato "Totò" per la sua straordinaria capacità di imitare il principe De Curtis. Da sempre innamorato della pallavolo, è stato per anni un fedelissimo tifoso della squadra bianconera, seguendo quasi tutte le partite casalinghe. Negli ultimi tempi, raccontano i figli Alberto e Luigi, non si perdeva una gara in tv. Non solo, ma grazie alla sua professione di odontotecnico è stato per molti anni il punto di riferimento del volley patavino in questo senso. Con Barbiero se ne va uno degli ultimi pezzi "romantici" del volley, di quella pallavolo degli anni '50, in cui non esisteva, per esempio, ancora il bagher (introdotto dai cecoslovacchi nel 1957) e si riceveva esclusivamente in palleggio. Una pallavolo in cui il palleggiatore era semplicemente uno dei più piccoli e quello che alzava meglio. Le caratteristiche del "grande" Fulvio Barbiero.