CINTO EUGANEO (PADOVA) - Frontale tra una moto e un autocarro sulla Provinciale 89: a perdere la vita è Paolo Barbiero, 69 anni, consigliere comunale di Cinto Euganeo e noto olivicoltore della zona dei Colli Euganei. L'incidente è avvenuto venerdì pomeriggio alle 14.15 in via Cavalcaressa, lungo un rettilineo della Sp 89 che collega Vo' a Este.
La dinamica Barbiero era in sella a una Bmw di grossa cilindrata e procedeva da Vo' in direzione Este. L'autocarro con cassone, impiegato per lavori edili, viaggiava nel senso opposto ed era condotto da un uomo residente nella provincia di Rovigo, dipendente di una ditta di Lozzo Atestino. La dinamica è al vaglio degli agenti della polizia locale di Este, coordinati dal comandante Giacomo Sinigaglia. Dai primi riscontri lo scontro sarebbe stato frontale, ma resta da chiarire da cosa sia scaturita la dinamica mortale. Non si esclude una manovra azzardata di uno dei due mezzi, con l'invasione della corsia opposta che non avrebbe lasciato il tempo di evitare la collisione. Centauro esperto e profondo conoscitore della zona, Barbiero percorreva abitualmente quel tratto di strada. L'impatto non gli ha lasciato scampo. Il conducente dell'autocarro è rimasto leggermente ferito ed è stato visitato a scopo precauzionale dai sanitari del Suem 118. Sul luogo dell'incidente è atterrato anche l’elicottero del Suem, ma il personale medico non ha potuto che constatare il decesso del 69enne: troppo gravi le lesioni riportate nell'urto. Le indagini Della tragedia è stato informato il pubblico ministero di turno, che ha concesso il nullaosta per la rimozione della salma; entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro e il conducente dell'autocarro è stato sottoposto ad accertamenti per valutarne lo stato al momento dell'impatto. I rilievi della polizia locale di Este hanno avuto il supporto dei carabinieri della stazione di Galzignano Terme intervenuti per la gestione della viabilità. Il cordoglio Sconvolto il sindaco Ivano Giacomin, che si trova a casa convalescente e non ha potuto raggiungere via Cavalcaressa, dove comunque tutta la giunta di Cinto si è radunata non appena appresa la notizia. «Paolo Barbiero è sempre stato un punto di riferimento per il nostro consiglio comunale - ha detto commosso il primo cittadino -. Lo avevamo indicato come componente della comunità del Parco Colli Euganei con grande entusiasmo. Una figura che ha portato avanti il proprio impegno istituzionale con serietà e passione per tantissimi anni, collaborando con maggioranze e minoranze diverse». Il sindaco ha ricordato come Barbiero fosse rispettoso delle regole all'interno dell'assemblea, una persona stimata e solidale con il prossimo. Un amministratore che metteva la propria esperienza a disposizione della comunità senza distinzioni di schieramento. «Questo fatto ci sconvolge profondamente - ha aggiunto Giacomin -. Cinto Euganeo perde una grande figura, tanto grande è il dolore che proviamo ora, un dolore che faticherà ad andarsene. Le cose più tragiche avvengono quando meno te lo aspetti». Barbiero, 69 anni, viveva nella sua Valnogaredo, la frazione ai piedi dei Colli dove aveva anche la sede della propria attività. Figura conosciuta e benvoluta, era un riferimento per l'intera comunità del piccolo centro euganeo.Il lutto Le bandiere del municipio sono state abbassate a mezz’asta e l'amministrazione sta valutando le modalità per ricordarlo nel corso della seduta del consiglio comunale convocata per oggi. Barbiero era sposato con Pierangela e aveva due figli. Assieme alla moglie amava viaggiare e scoprire posti nuovi, girando il mondo con la macchina fotografica sempre al collo, altra sua grande passione.Chi era Era il titolare del frantoio più antico dei Colli Euganei, il custode di una tradizione olearia che affondava le radici nei secoli passati. Paolo Barbiero, il 69enne consigliere comunale rimasto vittima ieri dello schianto in moto sulla Sp 89 di via Cavalcaressa, non era solo un amministratore stimato: era un olivicoltore che aveva dedicato la vita alla produzione dell'extravergine di qualità. Il frantoio di Valnogaredo, in via Mantovane, accanto alla chiesa della frazione, era la sua casa e la sua ragione d'essere. Fondato dai dogi Contarini presso la loro villa, l'oleificio era passato alla famiglia Barbiero nel 1960 e Paolo lo aveva portato avanti raccogliendo il testimone del padre Oreste. Quattro generazioni legate all'olio dei Colli Euganei, con riconoscimenti di livello nazionale: nel 2023 il frantoio si era aggiudicato l'Italy Food Awards come miglior extravergine del Veneto per un olio di varietà Rasara. Primo in zona a ottenere la certificazione Dop fin dal 2001, il frantoio produceva anche extravergine biologico e i prodotti venivano esportati anche all'estero. A parlare di lui è il collega Devis Zanaica, titolare del frantoio Cornoleda, l'altro grande nome dell'olivicoltura di Cinto Euganeo. I due frantoi si rincorrevano di anno in anno nei premi e nelle classifiche di qualità. Giovedì sera Barbiero e Zanaica erano assieme a Villa Beatrice d'Este a Baone, alla cerimonia del 28esimo Premio Pomèa d'Oro, il concorso dedicato all'eccellenza dell'olio dei Colli. «Ho avuto la notizia poco dopo il fatto ed è stato un fulmine a ciel sereno - racconta Zanaica, ancora scosso -. È atroce sapere che una persona che hai visto qualche ora prima in un clima di festa e allegria ora non c'è più». Prosegue commosso: «Siamo vicinissimi ai familiari e preghiamo perché trovi pace e serenità in Paradiso». Zanaica descrive un legame costruito sulla condivisione della stessa passione. «L'olivicoltura da noi nei Colli è una questione di appassionati, non si fanno grandi guadagni - spiega -. Abbiamo tante piccole aziende e famiglie che, quando portano le olive al frantoio, vivono quel momento come una festa: la molitura è la chiusura del lavoro di un anno intero. Questo accomunava noi e Paolo, la passione enorme per il nostro mestiere». Di Barbiero ricorda il ruolo di precursore: «Assieme al padre è stato tra i primi ad avere un frantoio nei Colli Euganei. Lui ci è cresciuto dentro, ci è praticamente nato. Tra noi c'era stima reciproca e abbiamo cercato entrambi di tenere alto il nome dell'olio euganeo anche fuori dai nostri confini». L'attività del frantoio di Valnogaredo passerà ora al figlio Filippo, che raccoglierà un'eredità costruita con decenni di dedizione. Un’eredità da custodire con amore e da proiettare in un futuro in cui i Colli potranno essere protagonisti di uno sviluppo turistico meritato.







