Da tutti per la Albanese (Francesca, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, eroina dei pro -Pal) a tutti contro la Albanese, diventata merce che scotta, al punto da volerne prendere le distanze. Perché dopo le parole deliranti dei giorni scorsi («condanno l’irruzione nella redazione de La Stampa a Torino, ma questo deve essere anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro»), ritrattate in modo assai maldestro su X («Visto che le mie parole sono state ancora una volta travisate, chiarisco quanto già detto: condanno fermamente l’aggressione alla redazione», ma «la critica ai giornali è sacrosanta», in pratica lo stesso concetto detto in altre parole...), chi avrebbe voluto dargli la cittadinanza onoraria, Bologna in particolare, adesso gira alla larga dall’idea.

E se il centrodestra fa il suo mestiere, chiedendo di fermare ogni tipo di riconoscimento nei confronti della pasionaria della causa palestinese, il problema vero riguarda la sinistra, costretta ad una inversione a U sulla relatrice dell’Onu, diventata un enorme motivo d’imbarazzo per il Pd. «Le parole dell’Albanese sull’assalto squadristico alla sede de quotidiano torinese sono inaccettabili», tuona Andrea De Maria, deputato dem, «francamente sono incompatibili con la cittadinanza onoraria di Bologna, città Medaglia d’Oro della Resistenza, che dovrebbe ricevere. Una città che, nella sua storia, si è sempre battuta per la libertà di opinione e di espressione, contro ogni forma di violenza e di intolleranza».