Tra 95 giorni, con la cerimonia di apertura all’Arena di Verona, inizieranno le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e gli atleti veneti, a partire da René De Silvestro nello sci alpino fino all’intera squadra di curling (tuttora in fase di qualificazione) promettono di far sognare. Ma questi Giochi, che richiameranno in Italia circa 600 atleti da tutto il mondo, saranno anche l’occasione per fare il punto sulle politiche inclusive.

Di qui il monito che Davide Giorgi, presidente del Comitato internazionale paralimpico (Cip) del Veneto, lancia alla politica alla vigilia di un duplice appuntamento: il convegno su università e mondo paralimpico e il Gran galà dello sport paralimpico veneto, in programma giovedì a Mestre e Mogliano.

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Presidente Giorgi, quante sono le persone con disabilità che in Veneto praticano sport agonistico?

«In Veneto la percentuale di persone con disabilità sul totale degli oltre 4,8 milioni di abitanti è del 6%, pari a 314.247 persone. Di queste il 9,9% pratica un qualsiasi attività motoria continuativa, contro il 40% del mondo olimpico. Circa 2.550 soggetti sono definibili “atleti paralimpici”, praticano cioè una regolare attività sportiva agonistica. Negli ultimi 12 anni gli atleti tesserati sono triplicati, le società oggi sono quasi 500».