La rassegna diretta da Giulio Base ha portato anteprime e divi internazionali. Nel 2026 celebrerà Marilyn Monroe

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da TorinoDa Paul Newman a Marilyn Monroe. Il Torino film festival rinnova l'incarico a Giulio Base, direttore artistico anche per il prossimo anno e, dal divo con gli occhi azzurri cui era dedicata l'edizione che ha chiuso ieri, passa al sex symbol più glamour di sempre. La forma la dice lunga sul successo di pubblico e critica che saluta la rassegna 2025 e guarda già al 2026. Superstar come Vanessa Redgrave hanno impreziosito una passerella dove si sono avvicendati Spike Lee, Antonio Banderas, Juliette Binoche, James Franco, Hanna Schygulla, Franco Nero, Dominique Sanda e le varie chicche proiettate. Su tutte l'anteprima mondiale di Marty supreme che dovrebbe lanciare Timothèe Chalamet verso i prossimi Oscar e l'assaggio di Highest 2 lowest, ora in procinto di sbarcare finalmente in sala. Titoli eccellenti che danno la misura e lo spessore del prestigio raggiunto dal Torino film festival. Ma oltre al grande cinema e al glamour, ci sono i numeri (da confermare nei prossimi giorni): crescita degli incassi (+4,1%) delle presenze (+34%) e sale occupate all'80 per cento.Quanto invece alle opere in concorso che rappresentavano culture diversissime, la scelta della giuria si è rivelata molto complessa per il valore dei film in gara. L'ha spuntata Morgan Knibbe, regista olandese di The Garden of earthly delights, che compie un viaggio nei bassifondi di Manila dove un undicenne sogna di diventare un gangster ma - tra droga, prostituzione e vendette - tutto va a rotoli per tutti. Non per Knibbe che si intasca con merito il premio per il miglior film e un passaporto verso una carriera che continua vista la giovane età (36 anni).