Ci sono momenti dell’anno in cui è impossibile ignorare ciò che troppo spesso resta ai margini delle conversazioni pubbliche. La Giornata Mondiale contro l’Aids è uno di questi.

Aids, da 'peste del secolo' a malattia prevenibile

È il giorno in cui si torna a guardare in faccia una realtà che, pur non facendo più rumore come un tempo, continua a vivere nelle storie delle persone, nei loro timori, nelle diagnosi che arrivano tardi, nella disinformazione che ancora circola. Ogni numero, ogni percentuale del nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità parla proprio di questo: vite che meritavano risposte prima, ascolto prima, protezione prima. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 in Italia le nuove diagnosi di Hiv sono state 2.379, una cifra stabile rispetto all’anno precedente ma che nasconde un dato allarmante: quasi sei persone su dieci scoprono l’infezione quando il sistema immunitario è già duramente compromesso. È un segnale chiaro della necessità di più prevenzione, più test, più informazione e più dialogo tra le persone e il sistema sanitario per poter raggiungere l’obiettivo indicato da Unaids secondo cui entro il 2025, l'86% delle persone con Hiv dovrebbe raggiungere una carica virale non rilevabile e il 95% delle persone a rischio dovrebbe avere accesso alla pro?lassi pre-esposizione (PrEP).