BERGAMO – «Se qualcosa può andare storto, lo farà». E così nel campionato maledetto della Fiorentina non importa se la prestazione è insufficiente come giovedì in coppa o dignitosa come alla New Balance Arena, andrà tutto male e il risultato finale sarà sempre la sconfitta. A Bergamo i viola perdono 2-0 contro l’Atalanta del grande ex Palladino, restano ultimi in classifica con il Verona, senza una vittoria ma con un morale che si abbassa ancora di più verso il basso. Perché ancora di più dei numeri impietosi a colpire è la dinamica degli insuccessi e i segnali che i primi quattro mesi di campionato hanno offerto: nessuno scossone, nessun episodio favorevole e quando oltre i propri demeriti — ieri pomeriggio i gol sbagliati da Piccoli — a colpirti sono anche i pochi meriti degli avversari — come il gol del vantaggio, casuale di Kossounou — il mosaico diventa ancora più nefasto calcisticamente parlando, alimentando cattivi pensieri di retrocessione. Con una classifica che fa spavento e una forza morale da trovare per provare a invertire un’inerzia bruttissima, a partire da un mese, quello di dicembre, della verità, con Sassuolo, Verona, Udinese e Parma che saranno prove di appello, da vincere per raddrizzare la stagione, anche sfruttando la carica degli ultras a fine partita dopo un lungo confronto con Dzeko e Ranieri.