Due ventenni calabresi, tre donne della provincia di Chieti, tre operai egiziani emigrati in Sardegna, un 21enne di Torino, un padre 38enne a Catania. Dieci persone hanno perso la vita questa domenica sulle strade di tutta Italia.
Per tutti valgono le parole dedicate dal vescovo di Cassano allo Ionio Francesco Savino a Chiara e Antonio, i due ragazzi morti all’alba in provincia di Cosenza: “Oggi il nostro silenzio pesa come una pietra. Non erano solo due nomi, erano vita che sbocciava”.
Chiara Garofalo e Antonio Graziadio viaggiavano alle quattro del mattino lungo la statale 106 Jonica, in provincia di Cosenza. Sono morti quando la loro Panda si è scontrata frontalmente con un’Alfa Romeo Mito all’altezza di un incrocio, per cause da accertare. Altri due loro amici sono ricoverati in gravi condizioni, mentre gli occupanti dell’Alfa sono rimasti feriti in modo lieve.
I tre operai egiziani (due avevano 33 e uno 36) erano dipendenti di una ditte edile di Pavia, ma vivevano a Villagrande Strisaili, in Ogliastra, in provincia di Nuoro. Su un ponte all’uscita di Villagrande la loro auto è uscita di strada durante una curva, si è ribaltata ed è caduta da un cavalcavia. Dieci metri più in basso si trovava un fiume, per questo il recupero dei tre corpi ha richiesto varie ore, con l’intervento dei vigili del fuoco specializzati in “soccorso fluviale alluvionale”.








