Tre volontari italiani, due donne e un uomo, e un’attivista canadese sono stati aggrediti a calci e pugni da un gruppo di coloni israeliani mascherati e armati che li hanno assaltati di notte nel villaggio di Ein al-Duyuk, a ovest dell’antica città di Gerico, in Cisgiordania, un territorio occupato da Israele dopo il 1967.

Gli attivisti, ancora sotto choc, hanno deciso di non lasciare sola la popolazione del villaggio, abitato principalmente da pastori, e torneranno a fare il loro lavoro di sostegno e monitoraggio con l’associazione Faz3a. Chi fossero i volontari lo ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha definito l’episodio “gravissimo”: «Giovani cooperanti che accompagnavano le attività dei palestinesi, accompagnavano i bambini a scuola, gli agricoltori o i pastori, come fare una sorta di protezione civile per la popolazione».

E’ quello che fanno attivisti israeliani e internazionali da molti anni, affrontando rischi sempre più elevati perché la violenza dei coloni che vivono negli insediamenti illegali è cresciuta, e non sembra trovare impedimenti. Assaltano le case, rubano il bestiame e gli olivi, incendiano i capannoni agricoli, le moschee, attaccano i villaggi cristiani, picchiano e a volte uccidono. L’obiettivo è costringere i palestinesi ad andare via, per occupare la loro terra.