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Raccoglimento ma nessuna orazione come Benedetto e Francesco. Incontro con gli ortodossi e il patriarca Bartolomeo
Il Papa che entra scalzo nella Moschea Sultan Ahmed di Istanbul, la cosiddetta Moschea Blu per le sue 21.043 piastrelle di ceramica turchese che arricchiscono le pareti e la cupola, è l’immagine simbolo della terza giornata del viaggio di Leone in Turchia. Una visita di una ventina di minuti segnati dall’ascolto e dal silenzio. Niente preghiera, come spiegherà poi il Vaticano, così come invece fecero Benedetto XVI e Francesco. «Mi hanno detto che avrebbe pregato - ha spiegato Asgin Tunca, muezzin della moschea - e io gli ho risposto: se vuole fare un atto di adorazione può farlo, questa è la casa di Allah. Ma lui ha detto: “no, preferisco visitare la moschea, sentire l'atmosfera della moschea”».
«Il Papa ha vissuto la visita alla Moschea in silenzio, in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera», ha poi precisato la sala stampa vaticana al termine della visita di Leone a quella che è considerata una delle più importanti moschee di Istanbul, l’unica ad avere sei minareti (di solito sono quattro). Prevost si è fermato in particolare ad ammirare il mirhab, il punto che indica la direzione della Mecca, sovrastato dall’iscrizione di un versetto del Corano, la sura 19 relativa a Maria, figura venerata











