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Attaccato un simbolo della città. I "pendolari della rivolta" e un conflitto che cova sotto la cenere
Risveglio amaro per Torino che nello spazio di poche ore dalla tranquillità del suo salotto buono è stata catapultata di nuovi nella violenza dei centri sociali. Continua a far discutere l'assalto da parte dei pro Pal alla redazione torinese della Stampa che indubbiamente segna un salto di qualità preoccupante nell'escalation di violenza degli ambienti antagonisti. Numerosi i messaggi di solidarietà alla redazione e al direttore Andrea Malaguti, tra i primi quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha espresso "ferma condanna per l'accaduto". La premier Giorgia Meloni, in una telefonata a Malaguti ha parlato di "fatto gravissimo da condannare senza ambiguità", ribadendo che "la libertà di stampa è un bene da proteggere ogni giorno". "Ancora una volta c'è chi confonde il diritto al dissenso con l'espressione delle proprie idee con la violenza" ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio che insieme al ministro Paolo Zangrillo si è recato in redazione. Sulla stessa linea il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. "Quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto a manifestare pacificamente le proprie idee". Si è spinto oltre l'assessore di FdI Maurizio Marrone che ha chiesto "l'interruzione del progetto di collaborazione che il Comune si ostina a portare avanti, nonostante il centro sociale Askatasuna è ancora nelle mani degli anarchci".






