Milano, 29 nov. (askanews) – È ancora una volta nell’occhio del ciclone, Francesca Albanese. Stavolta per il commento all’irruzione nella redazione de La Stampa da parte di alcuni maniestanti per la Palestina. Condanna la violenza, la relatrice dell’ONU sui Territori Occupati, ma al tempo stesso – interenendo all’evento organizzato dal Global Movement to Gaza a Roma Tre – prova a riflettere sul modo in cui la stampa ha raccontato i movimenti di sostegno al popolo palestinese. Arrivando a dire che l’episodio di Torino può essere “un monito” ai giornalisti per “tornare a fare il proprio lavoro”.
Parole che sollevano la reazione di molti, da Fdi al Partito Democratico. Ed anche un tweet della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità. È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa”, scrive la premier, pur senza nominare Albanese. “La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso”, ammonisce Meloni.











