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Ultimo aggiornamento: 16:09

Il senso di Trump per gli affari in aree di conflitto. La Russia come terra di opportunità, e non come avversario dell’Occidente. Dopo le varie sfaccettature che hanno riguardato la crisi del Medio Oriente, con la suggestione della Gaza Riviera, il Wall Street Journal titola: “Fare soldi, non fare la guerra”, in riferimento alla strategia del tycoon per concludere il conflitto Russia-Ucraina.

Il quotidiano americano scrive che l’intenzione del presidente sia quello di accettare le proposte del Cremlino: una pace tramite gli affari con grande costernazione dell’Europa. Le fonti citate dal Wsj ricostruiscono l’incontro di ottobre, avvenuto in Florida, a Miami, tra l’inviato speciale americano Steve Witkoff – molto contestato anche in casa perchè accusato di essersi piegato alle indicazioni del Cremlino – e Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e negoziatore scelto da Vladimir Putin. I due avrebbero discusso di un piano da duemila miliardi di dollari per far uscire dal tunnel l’economia russa. Un piano che vedrebbe le aziende americane in prima linea, rispetto ai concorrenti europei.

Il Wsj ritiene che il piano illustrato da Dmitriev consentirebbe alle aziende statunitensi di attingere ai circa 300 miliardi di dollari di asset della banca centrale russa congelati in Europa per progetti di investimento russo-americani e per la ricostruzione dell’Ucraina nel dopoguerra. Inoltre le aziende americane e russe potrebbero unire gli sforzi per sfruttare le ricchezze minerarie dell’Artico. Proponendo accordi multimiliardari nel settore delle terre rare e dell’energia, Mosca potrebbe ridisegnare la mappa economica dell’Europa, creando al contempo una frattura tra l’America e i suoi alleati.