Prato, 29 nov. (askanews) – Anche qui di ruggine, volendo, ce ne sarebbe. Qui, dove a fare gli onori di casa è l’ex sindaco, campione di preferenze alle ultime Regionali, con oltre 22mila voti, ma tenuto fuori dal Giani bis. Ma la mission della reunion a Prato dei riformisti Dem non è questa, non è né la polemica locale né quella nazionale. Non è ‘sparare’ a zero sui “compagni di Montepulciano”, sull’area che appoggia, con varie sfumature, la segretaria Elly Schlein, ma dire forte e chiaro che dentro il Pd i riformisti – presenti stamani Giorgio Gori, Lorenzo Guerrini, Filippo Sensi, Simona Malpezzi – sono vivi e vegeti, che vogliono dire la loro e che non molleranno, non toglieranno il disturbo. Anche in questa storia dem, storia di città toscane e di Capitale, c’è un Matteo, ma non è quel Matteo di cui il Pd conserva imperitura memoria.

Matteo Biffoni, neo consigliere regionale ed ex sindaco di Prato, lo mette subito in chiaro cosa sono venuti a fare al cinema Garibaldi: “Chi ha la passione della politica oggi può essere qui come da un’altra parte, noi siamo qui per aprire il dialogo con imprese e manifatture perché il Pd riprenda questa discussione, questo è il compito del Pd e noi non vogliamo abdicare in alcun modo”. Quindi, non ci sono “lese maestà” a dire certe cose, né volontà di sovvertire gli esiti del congresso che “rispettiamo” ma, anzi, “con un pizzico di arroganza – avverte Biffoni – pensiamo di essere parecchio utili”. Al Pd, ovviamente. Anche se, osserva Filippo Sensi, senatore Dem, “questo riformismo fa paura e prurito, soprattutto dalle nostre parti e saluto i compagni della mozione Montepulciano. Noi ci siamo eccome e restiamo”.