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Ultimo aggiornamento: 13:35
Solo due anni fa, i Pistons vincevano appena 14 gare in totale. Un disastro sportivo. Adesso, invece, sono primi a Est. Che storia fantastica. Una risalita tra le più incredibili della storia. Merito, tra gli altri, sicuramente di uno spettacolare Cade Cunningham, una sorta di Grant Hill (fenomeno in maglia Detroit degli anni ’90) ancora più tosto fisicamente. La stella dei Pistons è un all-aroud dalla tecnica sopraffina, che tratta bene la palla e brilla per visione di gioco. Tra i migliori giocatori della stagione NBA senza dubbio. Al momento. Se inizia a lavorare anche sul tiro da tre (un 29,9% non proprio da tiratore scelto…), si candida anche lui a un possibile dominio della lega per parecchi anni. Capace di impostare il gioco, di agire come portatore primario, ma anche di ricevere off-the-ball e prendere le giuste decisioni in termini di spaziature e distruzione della sfera. Tratta benissimo la palla, ha punti nelle mani (28,1 di media), e i suoi giochi a due con Jalen Duren sono una delle cose più belle da vedere nella NBA odierna. Già, Jalen Duren. Esploso anche lui (quasi 20 punti di media e oltre 11 rimbalzi a partita). Un tempo considerato un gran fisico capace di imporre una solida presenza difensiva, ma acerbo offensivamente. Oggi, dopo quattro anni tra professionisti, molto migliorato tecnicamente e nella comprensione del gioco. Colosso di 2.10, muscolo roccioso, eccellente rollante in situazioni di pick and roll grazie a ottima velocità di base, rapidità di piedi e controllo del corpo anche in traffico. A tratti, insieme a Cunningham, sembrano Jalen Rose e Dikembe Mutombo (compianto) ai tempi dei Denver Nuggets. Bella realtà.






