Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 12:05
La complessa partita a scacchi sull’annuale kermesse dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, Atreju, ha rapidamente degenerato in uno psicodramma politico, soprattutto per l’opposizione. L’invito iniziale, rivolto da FdI alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha accettato purché si trattasse di un confronto a due con Giorgia Meloni, sembra essersi trasformato in una trappola, dopo la contromossa della premier che ha allargato l’invito anche al leader del M5s, Giuseppe Conte. Perché, ha spiegato, “non spetta a me stabilire chi è il leader opposizione”. E siccome Conte si è detto disponibile, pare proprio che Meloni sia riuscita e mettere il dito nella piaga della questione della leadership del campo largo, sulla quale il centrosinistra non ha ancora trovato la quadra.
A trasformare l’invito di FdI in un guanto di sfida è stata Schlein con la condizione irrinunciabile del vis-à-vis esclusivo con la premier. Per incalzare la presidente del Consiglio, la segretaria dem aveva subito espresso il sospetto che Meloni potesse “scappare” dal confronto, forse per timore dei risultati elettorali ottenuti dall’opposizione alle recenti elezioni regionali. Ma la risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere, trasformando l’apparente vantaggio di Schlein in un possibile vicolo cieco. Meloni ha accolto la proposta del confronto ad Atreju, che ha sempre rivendicato come una “casa aperta al dialogo”, ma ha ribaltato i termini del duello, ponendo la condizione di allargare il dibattito anche a Conte. Due le ragioni ufficiali: la volontà di non mancare di rispetto al leader del M5s, che in passato aveva già partecipato ad Atreju, anche da Presidente del Consiglio e “senza imporre alcun vincolo”, ha ricordato lui stesso. La seconda e politicamente decisiva è il già citato “non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell’opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno”. Punto per Meloni e palla irrimediabilmente nella metà campo avversaria.












