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Sembra chiudersi il cerchio degli inquirenti. Il Dna sotto le unghie di Chiara, le telefonate sospette, le impronte: ecco cosa dicono le prove
Sono giorni ad altissima tensione per il caso Garlasco. Il cerchio sembra chiudersi sempre più attorno alla figura di Andrea Sempio, indagato per concorso nell'omicidio di Chiara Poggi. Di recente sono stati comunicati i risultati dell'analisi biostatistica condotta dalla genetista Denise Albani, i quali hanno riscontrato piena concordanza tra l'aplotipo Y rilevato dalle unghie della vittima e il profilo biologico di Sempio. Per molti si tratta di una vera e propria "pistola fumante".
Secondo gli inquirenti, la conferma del DNA è soltanto uno dei tanti elementi che giustificano le indagini su Andrea Sempio. Oltre alla prova genetica, infatti, c'è anche l'ormai famosa impronta 33, rinvenuta sulla parete delle scale che conducono al seminterrato della villetta della famiglia Poggi. L'impronta sarebbe compatibile con il palmo destro dell'indagato. A ciò si aggiungono le telefonate considerate anomale. Da non dimenticare, inoltre, l'inchiesta per corruzione che vede coinvolto Mario Venditti, ex procuratore aggiunto a Pavia, che potrebbe aver accettato soldi per scagionare Sempio nel 2017. Tutti questi elementi, combinati insieme, avrebbero portato gli inquirenti che stanno seguendo il caso a ricostruire un movente.







