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Un nuovo dettaglio porta ad altri interrogativi sulla morte di Chiara Poggi. Il rischio che le prove siano state inquinate
Sono momenti cruciali nella lunga inchiesta sul delitto di Garlasco. In questi ultimi mesi si è assistito a tanti colpi di scena, che ogni volta non hanno mancato di suscitare domande e infuocati dibattiti. Adesso l'attenzione si è spostata su una fotografia - o meglio, un dettaglio individuato in una fotografia - che potrebbe ancora una volta rimescolare le carte.
In un'immagine scattata sulla scena del crimine alle ore 15:07 del 13 agosto 2007 compare una figura, probabilmente una donna munita di borsetta, che si aggira nel luogo del delitto con assoluta tranquillità. La donna indossa una gonna, o dei pantaloni in jeans, e una maglietta bianca a righe scure. Su una spalla porta uno zainetto marrone, o una borsa. Come è possibile? Si trattava di una scena del crimine, una zona che avrebbe dovuto essere sigillata e interdetta alle persone non autorizzate, perché quella donna si trovava lì? Chi era? Era autorizzata? E, soprattutto, sono rimaste impronte dopo il suo passaggio? Ancora una volta, dunque, ci si interroga sull'operato di coloro che, all'epoca, avevano ricevuto il compito di preservare il luogo del delitto.






