Due sconfitte consecutive, di nuovo. Come a inizio stagione contro Udinese e Juventus, l’Inter è caduta in sequenza contro Milan e Atletico Madrid. Tutti ko di misura, tutti maturati in partite che i nerazzurri avrebbero potuto non solo pareggiare, ma vincere. Togliamo l’Udinese e mettiamoci il Napoli e avremo quattro ko contro le cinque “big” affrontate finora con la Roma come unica eccezione.

Quando il livello dell’avversario si alza, i nerazzurri ci passano sotto in termini di risultati, mentre come prestazioni l’asticella è sempre alta (Udinese, anche qui, unica vera eccezione). E allora l’Inter ha due domande da porsi: perché perde proprio contro le parigrado? E perché le partite in equilibrio finisce quasi sempre per perderle? Al Metropolitano, così come in 7 degli ultimi 11 scontri diretti contro Napoli, Milan e Juventus in campionato, l’Inter ha prodotto più occasioni dell’avversario. Il computo degli Expected Goals (gol attesi) contro l’Atletico era a favore (1.3 a 1), eppure il risultato ha premiato gli spagnoli. È questo il dato chiave perché soltanto in un’occasione l’Inter ha prodotto meno dell’avversaria ed è, guarda un po’, contro la Roma: 0.6 xG contro 1.3, meno della metà, eppure partita vinta 1-0. L’unico scontro diretto portato a casa è anche quello in cui l’Inter è stata meno... Inter.