La Procura di Pavia due anni fa riaprì, senza il clamore mediatico di oggi, il dossier sull’omicidio di Chiara Poggi. E non si muoveva su una pista sbagliata. È dal 5 febbraio 2024, infatti, che i pm avevano una consulenza pesantissima: due tracce di Dna trovate sulle unghie della vittima erano “perfettamente sovrapponibili” a quello di Andrea Sempio. Oggi quella pista è stata blindata. Come ha raccontato il Giornale, la conferma arriva dal perito nominato dal giudice, Denise Albani: un’analisi biostatistica su quasi 40mila profili maschili europei che inchioda il “campione 28222016”. Tradotto: il Dna è proprio quello di Andrea Sempio.
Attenzione, però, perché compatibilità non significa univocamente colpevolezza e la partita non è affatto chiusa. Sempio, dal canto suo, continua a proclamarsi “innocente” e la sua difesa insiste sulla tesi della contaminazione accidentale. Cosa vuol dire? Chiara avrebbe toccato un oggetto già maneggiato dall’amico del fratello Marco, perché il dna resta depositato a lungo sugli oggetti. Il consulente Arnaldo Palmegiani prova a smontare la lettura accusatoria: le quantità di Dna sarebbero troppo basse.
GARLASCO, ASSE SEMPIO-POGGI CONTRO I PM: CLAMOROSO, COSA STA SUCCEDENDO






