Uno dei primi atti della presidenza di Vladimir Putin dopo aver ereditato da Boris Eltsin una Russia allo sbando, fu quello di far ridisegnare dai sarti le uniformi di esercito, marina e aeronautica: via il triste marrone d’epoca sovietica e via libera a divise dal buon taglio, eleganti, che davano l’orgoglio dell’appartenenza e il senso della potenza militare. Era l’epoca delle svendite selvagge di armi e materiali dell’Armata Rossa che si potevano trovare in tutte le Fiere dell’Est, dei sommergibili e delle navi trasformati in abitazioni private a causa della crisi degli alloggi, di jet riverniciati con livrea civile e portati da piloti congedati in giro per il mondo alle manifestazioni aeree a far vedere la strepitosa manovra del Cobra di Pugaciov. Quell’attenzione alle forze armate che avevano messo paura al mondo all’epoca della Guerra fredda non era casuale, perché tutto, nella politica putiniana, era pianificato per lucidare lo smalto appannato della superpotenza e rinverdire gli antichi fasti muscolari della Russia e dell’Urss di Stalin. Ogni passo è andato verso quella direzione, con iperattivismo nell’ex impero per far sentire il morso dell’antico padrone (chiedere alla Georgia rimessa in riga con la forza nel 2008), gonfiando il petto e alzando la voce. L’Ucraina non è stato un incidente di percorso ma il percorso cercato e voluto verso l’incidente che riportasse Mosca nella cabina di regia degli equilibri mondiali, intaccando la leadership americana e temperando l’arrembante Cina.
Vladimir Putin rassicura l'Europa, ma sembra una minaccia | Libero Quotidiano.it
Uno dei primi atti della presidenza di Vladimir Putin dopo aver ereditato da Boris Eltsin una Russia allo sbando, fu quello di far r...






