Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il premier al Cremlino rilancia il summit in Ungheria. Merz: "Non ha un mandato della Ue"
La visita di Viktor Orbán al Cremlino e il licenziamento di Andriy Yermak, l'uomo più potente dopo Zelensky, hanno scosso l'Europa in una sola giornata. Due mosse solo in apparenza slegate, ma che raccontano meglio di qualunque analisi la fragilità dell'equilibrio geopolitico che avvolge la guerra in Ucraina.
Sembrava un viaggio di routine, e invece Orbán è atterrato a Mosca come chi vuole dettare l'agenda, non inseguirla. «Sono qui per assicurarmi che l'approvvigionamento energetico dell'Ungheria sia garantito per l'inverno e per l'anno successivo a un prezzo accessibile», ha rivendicato. Ma dietro il gas c'era molto altro: la riapertura del dossier più scomodo per l'Europa, quello del rapporto privilegiato tra Budapest e il Cremlino.






