Anche l'Europa potrebbe avere il suo scudo antimissile. Si chiamerà Michelangelo Dome ed è un progetto ambizioso che punta a proteggere il continente dalle minacce aeree, dai droni fino ai missili balistici. Lo ha presentato Leonardo, il principale gruppo italiano della difesa e dell'aerospazio, giovedì 27 novembre a Roma.
L'idea è simile a quella dell'Iron Dome israeliano, lo scudo che ha intercettato migliaia di razzi lanciati verso Israele, ma su scala molto più ampia. L'amministratore delegato Roberto Cingolani ha svelato i dettagli del sistema davanti a investitori e vertici militari, spiegando che si tratta del “più grande programma di integrazione mai realizzato nel settore”. Secondo il Financial Times il sistema potrebbe essere operativo entro il 2030.
Per capire Michelangelo Dome bisogna partire da un problema concreto: oggi i sistemi di difesa aerea europei non si parlano tra loro. Ogni paese ha i propri radar, i propri missili, i propri centri di comando, ma farli lavorare insieme è complicato e lento. Il progetto di Leonardo vuole risolvere questo problema creando un software basato sull'intelligenza artificiale capace di collegare tutti questi sistemi diversi e farli funzionare come un'unica rete. “Non stiamo inventando la ruota", ha chiarito Cingolani durante la presentazione, "i sistemi esistono già, noi aggiungiamo uno strato superiore che li mette in comunicazione”.









