VENEZIA - La lettera è stata spedita nella sua abitazione a Santa Lucia di Piave, il paese in provincia di Treviso dove Riccardo Szumski ha battuto sia Alberto Stefani che Giovanni Manildo. "Verbale di violazione al codice della strada", c'era scritto nel frontespizio, postato ieri dal neo-eletto consigliere regionale sul proprio profilo Facebook, con l'annessa spiegazione autoironica: «Cominciano ad arrivare gli effetti collaterali della nostra corsa attraverso il Veneto...». Il leader di Resistere non ha dato l'impressione di voler contestare la sanzione per eccesso di velocità, tant'è vero che in aggiunta all'abituale hashtag identitario "#duriaibanchi", ne ha coniato un altro in lingua veneta che lasciava intendere l'imminente pagamento, per quanto non gradito: "#lemaninteltacuin". Ma agli occhi di diversi sostenitori della lista anti-sistema, accomunati da una certa propensione alla dietrologia, quella multa è apparsa come la granitica prova di una presunta macchinazione ai suoi danni.
Ha commentato ad esempio Lina: «Te pareva. Adesso chissà dove andranno a spulciare per creare problemi che magari non ci sono ma servono come disturbanti». Ha concordato Francesca: «Complotto dei poteri forti». Ha convenuto Eros: «Abituati!! Corri troppo e i "poteri" son preoccupati !!». È però intervenuto Alessio: «Ma vi rendete conto di cosa scrivete???? Il Dott. Riccardo Szumski ha scritto che gli "stanno arrivando gli effetti collaterali delle sue corse in giro per il Veneto" ben conscio che può non aver rispettato i limiti di velocità vigenti! Il resto è solo vostra fantasia». Ha tuttavia rilanciato Maryla: «Andranno a scavare pure nelle tombe fino alla quinta generazione. Hai una vaga dell'idea del terrore che stanno provando? Dr Szumski che è "nessuno" se non sé stesso, senza alcuna organizzazione politica alle spalle, senza la copertura mediatica se non quella da ridicolizzare...». Mirella ha dissentito: «Dai lé sol che na multa, no sta far al complotista ». Ha chiesto difatti Edi: «Dottore quanti km ha fatto? Penso che ci sta». Diversi utenti si sono offerti di organizzare una colletta a favore del futuro capogruppo regionale, che comunque non ha chiesto alcunché, ma ha semplicemente condiviso la disavventura vissuta.







